lunedì 2 marzo 2009

Le avventure di Frate Lino

Italia, ????
Regia: anonimo
Interpreti: attori non professionisti

La CentoxCento è una delle numerosissime cose di produzione che popolano l'affollato sottobosco del porno amatoriale: budget 0, attrezzatura povera, location casalinghe, attori non professionisti, insomma tutto molto "fatto in casa" per soddisfare i palati di coloro che, stanchi di bellezze al silicone e di macchine del sesso, vogliono vedere all'opera persone che potrebbero essere tranquillamente i loro vicini di casa. Factotum e mattatore di tutti i film (direct-to-video) targati CentoxCento è Alex Magni, toscanaccio ricciolino e loquace con l'attitudine del cabarettista di serie Z, capace in qualche modo di improvvisare dialoghi e inventare trame e di snocciola battutine e battutacce anche nei momenti più "impegnativi" (capite di quali momenti sto parlando). Il risultato naturalmente è da mettersi le mani nei capelli, e nemmeno la parola TRASH riesce a rendere merito di ciò che potrebbe accadere davanti ai vostri occhi.
L'esile trama vede un improbabile frate che risolve i problemi sessuali e di coppia. Si rivolgono a lui un uomo la cui moglie non vuole più avere rapporti con lui e con un amico gay da guarire, e una coppia in cui il marito ha scoperto di essere attratto più dagli uomini che dalla consorte. Inutile dire che le due storielle si concluderanno con altrettante orge.
Inutile dire anche che nessuno degli "attori" mostra particolari doti di bellezza: cellulite, smagliature, fili di pancetta e peni che faticano a stare eretti, insomma, la quotidianità è di scena. L'attrice della prima scena non si è nemmeno lavata bene il culetto e l'attore della seconda scena (il marito col vizietto) il vizietto sembra avercelo veramente: pratica con gioia una fellatio ad Alex Magni, ma poi quando si tratta di darsi da fare con la mogliettina il membro proprio non ne vuole sapere (e il povero cameraman allora lo taglia fuori spesso e volentieri). Squallore a palate, trash a palate, non si sa se ridere o piangere.
Momenti di grande cinema: 1) quando il frate chiede alla moglie insoddisfatta il nome del marito, lei ci pensa un bel po' prima di rispondere, imbarazzata; 2) durante un focoso accoppiamento, un'attrice tira inavvertitamente un calcio alla telecamera, poi alza un braccio come per chiedere scusa.
Se siete patiti del porno amatoriale guardatelo, per tutti gli altri: alla larga!

mercoledì 13 agosto 2008

Dreamers: An Erotic Journey

USA, 2002
Regia: Kristen Bjorn
Interpreti: Antonio Rico, Angel Castaneda, Andres Duranza, Lucas Magalhaes, Jack Murphy, Domingo Montero, Hugo Peligro, Geoff Powell, Pietro Rosselli, Ivan Andros, Marcos Allende, Slava Petrovich, Diego Pastores, Lazaro Carrera, Martin Chavez, Christophe Blanc

Un altro tassello della cinematografia di quello che forse è il più osannato regista porno contemporaneo (almeno in ambito gay), ovvero quel marpione di Kristen Bjorn. Questo è, a detta di molti, uno dei suoi film più deboli, ed è sicuramente un prodotto di maniera e che non aggiunge molto ai cliché del Bjorn-style, ma credetemi offre 2 ore e mezza di sesso stellare! Con la sua consueta maestria e con la consueta fotografia curatissima Kristen Bjorn ci offre una scorpacciata di performers che sono delle vere macchine del sesso: muscolosi, insaziabili, instancabili, virili, bellissimi, e molti per di più versatili. Questi machi di varia etnia, ma per lo più latini (anche se il cover boy, il bellissimo Slava Petrovich, è naturalmente proveniente dall'est europeo), fanno sesso con una professionalità, e insieme con una sorta di naturalezza incredibili.
Le scene sono cinque, tutte splendidi esempi dell'irreale iperbolicità del porno di Bjorn. La trama non esiste, non ce n'è bisogno: il sesso è autoreferenziale, regge tutto su di sé, senza bisogno di pretesti. Cinque scene, tutte vagamente oniriche: un trio, un'orgia con sei partecipanti, altri due trii per finire con l'unica scena a due. La varietà di incastri e posizioni è grandissima e il numero dei cumshots è incredibile, come al solito.
Insomma, non avrà una gran profondità filosofica ed è pur sempre cinema commerciale, ma il marchio Kristen Bjorn è sempre garanzia di classe e qualità.
Un solo appunto: nonostante lui sia bellissimo, il pene a uncino di Marcos Allende non mi è proprio piaciuto.

martedì 27 maggio 2008

Talent Scout

Italia, 2001
Regia: Franco Minnelli
Interpreti: Daniele Barbareschi, Fabio De Rossi, Flavio Rossini, Jacopo Barri, Luca Colnaghi, Massimo Righi, Raffaello, Roland Miller

Continua la nostra esplorazione del porno-gay italiano con un altro film ultra-amatoriale e in definitiva piuttosto deludente, con vari volti già noti dietro e davanti alla telecamera.
C'è una trama in questo film, ma è assolutamente risibile: un ragazzo sta andando in una discoteca per cercare di essere assunto come ballerino. Incontra un altro amico che cerca lavoro e si unisce a lui (carnalmente si intende). Giunti sul posto vengono beccati in flagrante da un ridicolo personaggio con accento inglese che dice di essere un regista porno e di cercare ragazzi per il prossimo video. Allora tutti si mettono alla ricerca di potenziali attori... il regista ne trova alcuni spacciandosi per il padrone del locale, il primo ragazzo ne trova altri abbordando sconosciuti per strada (con delle scene e dei dialoghi da mettersi le mani nei capelli). Alla fine tutti gli aspiranti attori saranno testati in un'orgia.
Insomma, la storia è stupida e la recitazione è da recita dell'asilo, veramente patetica. Ma è anche vero che nessuno si rende conto di ciò guardando un film porno, perciò vediamo di analizzare il "fattore porno". Il fatto è che neanche quello è soddisfacente: gli attori non sono belli e non sono in forma, e alcune scene di sesso più che eccitare fanno addormentare.
Consigliato solo ed esclusivamente agli amanti del porno amatoriale con ragazzi "normali".

mercoledì 14 maggio 2008

Incontri homo (Jogging Italia)

Italia, 2004
Regia: Etienne Villa
Interpreti: Tony Alfieri, Luca Colnaghi, Marco Colosso, Riccardo Nocera, David Chelsea, Davide Damiano, Fabio De Rossi, Giacomo Faggi, Marco Ferrari

Un precetto del porno amatoriale è che chiunque potrebbe fare del porno. E questo film è moooolto amatoriale. Ne consegue quindi necessariamente che alcuni degli attori non potrebbero mai apparire in un film di una grossa produzione. Sono uomini e ragazzi normali, come potrebbe essere il tuo vicino di casa se apparisse in un porno. E ce n'è per tutti i gusti, decisamente: quello giovanissimo e quello più orsetto, quello magrolino e quello palestrato, quello latino e quello biondino e bianchiccio, quello atletico e quello con un filino di pancia. Però, gente, questo non è il tipo di porno che fa per me. Si tratta davvero di un film poverissimo sotto tutti i livelli. L'audio in presa diretta è scarso, le battute che pronunciano gli attori sono praticamente inudibili... non che allo spettatore tipo interessi, ma se mettete dei dialoghi almeno fateli sentire! Le riprese sono molto poco fantasiose, e i cameraman a volte entrano nell'inquadratura inavvertitamente. Poi, ma questo a mio avviso fa parte del divertimento del porno, gli attori che provano a recitare sono veramente penosi. Convincenti come i bambini alla recita della scuola.
Ah, dimenticavo di descrivere il film. Dunque... 5 scene in cui dei tizi si incontrano facendo jogging in un bosco e poi puntualmente finiscono nello stesso bagno a far sesso. La prima scena curiosamente mostra solo una masturbazione a tre, le altre sesso completo. I performer migliori (e più belli) sono gli ultimi due, piacevolmente muscolosi.
Se vi accontentate di tutto guardatelo pure, ma c'è infinitamente di meglio.

lunedì 12 maggio 2008

Rent a Room

Italia, 2000
Regia: Franco Minnelli
Interpreti: Loris Capelli, Emanuele Coppola, Diego D'alessandro, Giuliano Dal Ponte, Fabio De Rossi, Ben Foster, Mirko, Fabio Pacco, Daniele Puma

Non sarà certo florida come quella etero, ma una piccola produzione di porno gay italiano esiste, e questo Rent a Room ne è un tipico esempio. Prodotto dalla All Male Studio e diretto dal veterano Franco Minnelli, questo film è il tipico pornazzo amatoriale con tutti i pregi e i difetti del caso.
Come al solito non c'è una vera e propria trama, ma situazioni tipiche montate una sull'altra: bei ragazzotti italiani in vacanza sulla costa adriatica si concedono sollazzi carnali in una casetta in affitto. Lo schema è sempre lo stesso: prima si vedono i ragazzi prendere il sole nudi sulla spiaggia, poi ci si sposta al coperto dove si consuma l'amplesso, in due, in tre o in quattro a seconda dei casi (ma ci sono anche due masturbazioni, di cui una di un voyeur).
Come prodotto filmico bisogna dire che è abbastanza disastroso, amatoriale al massimo. Come porno in effetti si lascia guardare: gli attori hanno tutti quell'aria da "normale ragazzo italiano" che li rende molto intriganti. L'ultima scena però è un po' moscia e se il film fosse durato meno ne avrebbe giovato: più di due ore forse sono un po' troppe per una produzione come questa.
Quindi, se cercate il solito porno, se vi piacciono i ragazzi italiani e se ogni tanto volete sentir godere in italiano, guardatelo pure ma senza aspettarvi un film da 10 e lode.

martedì 29 aprile 2008

Jawbreaker

USA, 1995
Regia: Josh Eliot
Interpreti: Chris Champion, Jake Andrews, Tony Idol, J.T. Sloan, Scott Russell, Rod Majors, Bo Summers, Chip Daniels, Dave Logan, Ty Russell, Hunter Scott, Alex Stone, Doug Perry, Mark West, Sean Diamond, Daryl Brock, Vince Rockland, Anthony Gallo, Jeff Mitchell

Sextravaganza di quasi due ore di durata targata Catalina, Jawbreaker è un film curioso e divertente. Innanzitutto mostra una storia piuttosto articolata, e questo è un grosso punto a suo favore. Poi ha un cast di ben diciannove attori uno più gustoso dell'altro e che ci danno dentro in combinazioni di due, tre, quattro e cinque in modo veramente sublime.
La trama vede un gruppo di evasi che cerca di superare il confine con il Messico. Mentre la polizia è sulle loro tracce (ma questi bei poliziotti sembrano avere tutt'altro in mente che il loro lavoro) loro vagano per i monti alle prese con qualche cowboy in calore. Solo uno dei quattro evasi riuscirà a conquistarsi la libertà, e sarà solo grazie all'aiuto di un poliziotto con cui aveva avuto una storia qualche tempo prima. "You give me some old memories back, and I'll give your freedom": questo è il loro patto. Così, dopo un rovente congresso carnale e un abbraccio fraterno, i due si dividono seguendo le loro strade.
Tanti personaggi, tante scene di sesso, spesso montate in modo da essere intervallate da altre scene, tanti bei corpi muscolosi, tanti begli uomini maturi, tanti begli amplessi rumorosi. Ci sono anche tanti cliché topici del genere: la scena di sesso in prigione tra i detenuti e le guardie, l'orgia tra cowboys nella stalla... Ma tutto è molto leggero e divertente, e il sesso è spettacolare. Non sarà un capolavoro della cinematografia, ma di certo è un buon esempio di cinema hardcore.

mercoledì 23 aprile 2008

Saddle Tramps

USA, 1995
Regia: Chi Chi La Rue
Interpreti: Patrick Ryan, Hal Rockland, Vince Rockland, Sean Davis, Mark West, Tyler Regan, Daryl Brock, Alex Wild

Uno dei primi grandi successi del prolificissimo e ormai quasi mitico regista transessuale Chi Chi La Rue, Saddle Tramps è un tipico esempio di quel cinema porno che mostra uomini mascolini e muscolosi impegnati nel sesso in situazioni pretestuose e di solito legate a stereotipi machi. Qui il pretesto è una sorta di bordello per uomini del selvaggio west, anche se tutto ciò che ce lo fa capire sono gli stivaloni e i fazzoletti al collo che portano gli attori. Mark West funge da narratore per una carrellata di scene porno che mostrano i frequentatori della casa.
Nella prima scena abbiamo il "bottom" Patrick Ryan e l'indimenticabile "top" Hal Rockland. Entrambi bellissimi e gran sesso. Nella seconda scena Daryl Brock e Alex Wild ci danno dentro sulle scale, ed è una vera genialata l'idea di farli salire le scale mentre fanno sesso (vedere per credere). Il terzo episodio è quello più famoso (giustamente), dal momento che ha per protagonisti i due fratelli Hal e Vince Rockland, impegnati intorno al biondo Tyler Regan. I due non fanno niente l'uno all'altro, ma comunque vederli insieme in una scena di sesso è qualcosa di abbastanza trasgressivo, se contiamo che a un certo punto Regan pratica del sesso orale e del rimming a entrambi contemporaneamente (nel secondo caso Vince è sdraiato sulla schiena del fratello col sedere all'aria). L'ultimo episodio è il più tranquillo e quello con meno "dirty talk", e vede impegnati il narratore Mark West col suo ragazzo preferito, Sean Davis.
Insomma, se lo vediamo soltanto dal punto di vista del sesso è senza dubbio un film da 10 e lode: grandi performer, appassionati, rumorosi, bellissimi e muscolosi. Se lo vediamo dal punto di vista cinematografico è un po' il solito porno: professionale ma non troppo, e senza un briciolo di originalità nell'accostare le scene di sesso. Ma chi cerca del porno fa anche bene a non preoccuparsi di fatti artistici nei film che guarda.... quindi ve lo consiglio!

giovedì 10 aprile 2008

Internat Anno 1900

Germania, 1994
Regia: Rolf Hammerschmidt
Interpreti: Giorgio D'Napoli, Kristian Jensen, Martin Vance, Pavel Kant, Peter Azur, Rene L'Amour

Le produzioni Mans Best hanno uno stile facilmente riconoscibile: produzione amatoriale, qualità VHS, attori giovanissimi e niente preservativi. Questo Internat Anno 1900 è un prodotto tipico, con tutte i pregi e i difetti del caso. Non c'è una trama, ma solo un'ambientazione abbastanza tipica del genere "twinks": un gruppo di ragazzi giovanissimi in un istituto. Naturalmente non hanno per la testa altro che il sesso, che praticano sempre e ovunque appena le situazioni lo concedono: nelle camerate, nelle docce, addirittura all'aperto mentre vanno a cercare la palla uscita dal campo di gioco. Il perché, poi, gli istruttori siano interpretati da attori praticamente coetanei ai giovani allunni mi sfugge completamente... prendiamola come una licenza poetica. Dunque... se lo analizziamo come film si tratta di un disastro pressoché totale: illuminazione a caso, riprese a caso, addirittura ogni tanto le telecamere entrano nell'inquadratura. Ma il problema è il fatto che che anche se lo analizziamo come film porno (cioè unicamente dal punto di vista delle performance sessuali) il giudizio non si risolleva. Gli attori sono carinissimi e così giovani da far quasi sentire in colpa... davvero adorabili... ma si vede lontano un chilometro che a questi ragazzi il sesso gay non piace, a dispetto delle elaborate espressioni di estasi che cercano di dipingersi in faccia. In questo film un pene in erezione è un evento: accade soltanto se l'attore si dà una mano da solo. E nelle due scene centrali il montaggio con le penetrazioni filmate solo in estremi close-ups mi ha dato addirittura l'impressione che il sesso fosse simualo. Che poi alla fine tutto ciò potrebbe rappresentare un fattore di eccitazione, perché questi ragazzi sembrano proprio inesperti, ma se vi aspettate del sesso stellare e dei pornoattori che siano macchine del sesso allora passate oltre!

lunedì 7 aprile 2008

Brothers Should Do It

USA, 1981
Regia: William Higgins
Interpreti: J.W. King, Jon King, Giorgio Canali, Jamie Wingo, Derrick Stanton, Brad Peters, Jack Burke, Brad Scott, Jimmy Jagger, Kip Noll

L'incesto è quasi ovunque un tabù ancestrale, e forse proprio per questo è anche una fantasia erotica molto ricorrente anche nel porno, sia gay che etero. Qui abbiamo la storia di due fratelli, J.W. e Jon, che dopo essersi raccontati le loro storielle piccanti per un'ora pensano bene di darsi da fare carnalmente prima sul divano e poi sul letto. Ok, la trama non è che brilli per originalità, e i due fratelli alla fine mi sa che non sono neanche veri fratelli (all'epoca erano di moda i film del genere e non era raro che con pseudonimi uguali si spacciassero due attori per fratelli)... ma un fatto resta: questo film, a livello di sesso, è una bomba. Davvero stellare: bellissimi e giovani performer che fanno sesso alla grande. E dietro alla macchina da presa c'è quel gran marpione di William Higgins, che ha attraversato tutta la storia del porno e anche oggi è più attivo che mai (ora si è specializzato nei ragazzi dell'Est Europa). E si nota già almeno in una delle cinque scene quello che sarà un suo trademark: un'attenzione tutta particolare per i piedi degli attori, dettaglio anatomico spesso trascurato, fatta salva la cinematografia dedicata espressamente a questo tema. Le scene spesso sono un po' scure ma in fondo secondo me questa è una delle affascinanti caratteristiche dei film di una volta. Insomma, se amate i film vintage, le pellicole un po' sgranate, la "pre-condom era" e gli attori con i baffetti questo è un film da vedere sicuramente... ma mi sento di consigliarlo ad ogni amante del porno.

venerdì 28 marzo 2008

Journey to Italy

USA, 1997
Regia: Lucas Kazan
Interpreti: Derek Cameron, Erik Kovak, Dario D'Alba, Wolff, Davide Solari, Michele Siciliani, Bruno Di Martino, Gianni Bucciarelli, Ivan Forti, Julian, Marco Balestra, Mirko

I film di Lucas Kazan sono sempre stati degli appassionati tributi alla sua Italia, e alla bellezza del maschio italiano. Fin da questo Journey to Italy, il suo debutto da regista, che mostra già tutte le caratteristiche delle sue successive opere, e mostra un regista già padrone di un suo stile originale... un regista che giustamente ha fatto strada.
Si tratta di una sorta di racconto di formazione... il bellissimo Derek Cameron, in viaggio in Italia, scopre la sconosciuta dimensione del sesso gay, e alla fine trova persino l'amore di un bel ragazzo italiano. Naturalmente il porno è preponderante sulla trama e sui dialoghi, che però aggiungono quel qualcosa in più che rende il film molto piacevole.
Lucas Kazan dimostra un particolare gusto dell'inquadratura nel filmare un'Italia da cartolina, e tecnicamente il film è ben fatto. I colori e i perfomer rimandano ai film di Kristen Bjorn, ma con un'"italianità" tutta inedita. Bellissimi gli attori, stellare il sesso, con la bellissima scena finale outdoor in cui Derek Cameron lo prende da dietro mentre si tiene a una vespa (quale simbolo italiano poteva essere meglio di questo?) e viene addirittura sul sellino...
In definitiva, un porno da raccomandare.

lunedì 10 marzo 2008

Passio

USA, 2007
Regia: Matthias von Fistenberg
Interpreti: Danny Fox, Adam Faust, Brock Hatcher, Demetrius, Dimitri Santiago, Hank Dutch, Jon Matthews, Rick

Se pensavate che L'ultima tentazione di Cristo di Scorsese fosse blasfemo, allora dovete proprio ricredervi guardando questo nuovo prodotto targato Dark Alley Media, che della passione di Cristo dà addirittura una versione porno gay. Operazione sicuramente discutibile, ma non si tratta di una parodia, quanto piuttosto di un film serio e cupo, sporco e disturbante. Per me che ho una sorta di feticismo religioso, l'appuntamento era immancabile.
Devo dire subito che in gran parte è stata una delusione: mi spiego. In realtà gran parte delle promesse non sono mantenute. Non c'è una vera e propria trama, ma solo quattro lunghe scene di sesso come il 99% dei film porno ci ha abituato. Quindi chi si aspettava qualcosa di innovativo o addirittura portatore di un qualche senso si è necessariamente illuso. Si tratta di un porno, né più né meno; non sarebbe difficile trovarci implicazioni muistico-psicanalitiche, ma sinceramente non credo che nella mente degli ideatori questo sia il senso primario del film. Semmai una ricerca dello scandalo a buon mercato.
Venendo al film, bisogna dire che dal punto di vista dei valori di produzione non è niente male. La messinscena più che ricreare un tempo antico si limita saggiamente ad accennarvi, tramite tendaggi colorati e candele, creando uno spazio atemporale. La fotografia è patinata. Nel lavoro registico non mancano felici intuizioni.
Quattro scene, dicevamo, intervallate dal regista-evangelista che scrive al computer sul tetto di un grattacielo. Nella prima troviamo un uomo definito dai titoli di testa come "The keeper of the brotherhood of men" e un suo nuovo discepolo. Nella seconda interagiscono Ponzio Pialto e il sacerdote Caifa. E fin qui niente di speciale. Porno di ordinaria amministrazione. Con la terza scena inizia la blasfemia vera e propria: l'ultima cena diventa un'orgia, con tanto di discepolo che viene nel calice. L'ultima scena è decisamente la più interessante, anche dal punto di vista delle possibili interpretazioni: un prete (moderno) prega davanti a Gesù (nudo) in croce, dopodichè lo frusta e gli pratica del sesso orale. Poi Gesù scende dalla croce e lo prende da dietro abbastanza brutalmente. Qui l'atmosfera si è fatta decisamente cupa e angosciante.
Per finire, direi che dal punto di vista del sesso il film è assolutamente ok, soprattutto per gli amanti del "rough sex" e degli uomini maturi. Se cercavate un porno in qualche modo innovativo, però, dovete accontentarvi, perché questo lo è solo in minima parte: una maggiore attenzione alla trama non avrebbe guastato.
P.S.: notare l'iconografia di Gesù, lontana anni luce dalla solita a cui siamo abituati: capelli cortissimi.

martedì 8 gennaio 2008

Keeping Score

Brasile, 2005
Regia: Nelson DeOliveira
Interpreti: Bruno, Bryan, Carlos, Eric, Guilherme, Nilton, Rodrigo, Thiago

Ecco qua un prodotto della Belo Amigo Video, una casa di produzione brasiliana specializzata appunto in ragazzi brasiliani per soddisfare le esigenze di coloro che il porno lo preferiscono "etnico". Primo di una serie di tre dedicata al calcetto indoor, parallela ad un'altra, Futebol, focalizzata invece sul calcio aoutdoor. Dunque pane per i denti degli amanti dei twinks latini muscolosetti e dei feticisti dello sport.
Il film si compone di quattro lunghe scene di sesso. Scene di una partita a calcetto all'inizio e alla fine offrono una sorta di cornice e un pretesto di ambientazione. Si tratta infatti del solito pornazzo trito e ritrito: lunghe scene di sesso giustapposte l'una all'altra, aperte da qualche battuta di dialogo piuttosto incredibile.
Nella prima due tizi ci danno dentro in uno spogliatoio (uno dei due è biondo con i capelli molto lunghi.... adoro i ragazzi con i capelli lunghi), nella seconda altri due ci danno dentro in una cameretta, nella terza un trio si dà da fare proprio sul campo da calcetto, nell'ultima due ragazzi (i due più belli, secondo la mia opinione) scopano in camera da letto.
Inutile dire che ogni accenno di regia è inesistente e che, per quanto riguarda gli aspetti della produzione e delle riprese, si tratta di un prodotto moooolto amatoriale.... ma dopotutto questo era quello che ci si aspettava. Davvero ridicoli i tentativi di recitazione degli attori, soprattutto nella terza scena in cui uno dei calciatori si fa male tirando un rigore (veramente imbarazzante), e poi naturalmente il pronto intervento dei compagni con vari massaggi andrà a finire come ci aspettiamo.
Una cosa che a mio parere è buona è la versatilità di quasi tutti i performers.
Per finire, se vi piacciono i porno un po' amatoriali, in cui gli attori non diano l'impressione di essere professionisti del sesso, se vi piacciono i porno a tematica sportiva, se vi piacciono i twink brasiliani.... allora potete darci un'occhiata....e farvici tranquillamente una sega sopra.

sabato 5 gennaio 2008

Sacré collège!

Francia, 1983
Regia: Jean-Daniel Cadinot
Interpreti: Guy Bourgeois, Samson Carry, Alexandre del Faro, Arnaud Monastier, Terry Lange, Laurent Girard, Borys Brunof, Frédéric Christopher, Mike Lee

Eccomi di nuovo a scrivere di Cadinot, del suo porno particolarissimo e inconfondibile. Sacré collège! offre tutti i consueti marchi di fabbrica dell'autore: ragazzi giovanissimi, sesso a volontà ora violento ora tenero, fotografia curata e belle ambientazioni.
Non è all'altezza di Les minets sauvages, di cui ho già parlato, ma è comunque un ottimo esempio di come si possa fare del buon cinema anche all'interno dello snobbato genere pornografico.
Questa volta assistiamo agli exploits erotici di un gruppetto di ragazzini in un collegio religioso. Incuranti delle noiose e ipocrite prediche del prete che cerca di controllarli ogni momento, essi si danno al sesso con gioia e naturalezza, sia tra di loro sia con cuochi e giardinieri. Potrebbe sembrare stupido prendere sul serio un film porno, ma qui ci sta anche un chiaro messaggio. Cadinot satireggia la repressione sessuale della Chiesa mostrando i preti che perseguitano la sessualità dei loro giovani nel vano sforzo di rimuovere i loro inconfessabili desideri. Illuminante, da questo punto di vista, è la scena in cui il prete voyeur spia, tra lo scandalizzato e l'eccitato, i ragazzi nudi che fanno il bagno e si scambiano tenerezze. Al di là dell'indubbio potenziale erotico che una scena simile può avere, resta il fatto che il cinema di Cadinot si pone come una sorta di militanza gay, come lui stesso ha ammesso: "In un certo senso è stata la mia prima forma di attivismo gay quella di illustrare le nostre storie sessuali". Militanza gay, ma anche autoterapia che va a riflettere sulla propria esperienza personale: la religione cattolica è una realtà da esorcizzare, un retaggio dell'infanzia che ritornerà in molti altri suoi film.
Pornografia "adulta", quindi, ma non per questo noiosa o poco eccitante. Il sesso è spettacolare, gli attori stupendi. La scena della seduzione del giardiniere è davvero superlativa ed è un vero peccato che il bellissimo Boris Brunov non abbia più fatto nessun altro film. E poi le scene all'aperto, costruite con una libertà e una naturalezza davvero sorprendenti....
Consiglio Sacré collège! davvero a tutti gli amanti del porno, soprattutto a quelli che lo preferiscono ben confezionato e con delle storie da raccontare. Non ve ne pentirete!

venerdì 4 gennaio 2008

Les minets sauvages

Francia, 1984
Regia: Jean-Daniel Cadinot
Interpreti: Didier Hamel, Jean Louis Vaissieres, Luigi di Como, Gerard Mandrin, Patrick Seigneur, Pierre Bruisson, Jonathan Levy, Omar Salam, Jacques DeRives, Cristol Lighthouse, Gerard Nemour, Jean-Michel Senecal

Inizio le mie recensioni con un film di cui ho un ricordo piacevolissimo e nostalgico, dal momento che è stato il primo porno che abbia mai visto. E davvero non potevo scegliere di meglio, perchè è indubbiamente uno dei capolavori indiscussi del genere. Quando si pensa al porno l'immagine che ci si dipinge in testa è quasi sempre la stessa: scene di sesso incollate una all'altra, riprese semiamatoriali, recitazione e trama inesistente. Questo film mi ha fatto capire che anche il porno poteva ambire ad un posto legittimo nella storia del cinema, che anche il porno poteva elevarsi a ARTE.
Il regista è il famigerato Jean-Daniel Cadinot, famoso appunto per il suo approccio decisamente anticonvenzionale al genere. La sua è una sorta di pornografia d'autore, sempre molto curata dal punto di vista visivo e che non disdegna di raccontare storie e di proporre contenuti, anche duri, con una raffinatezza e una leggerezza ineguagliabili.
Les minets sauvages è uno dei suoi film più famosi, e ci mostra la vita di un gruppo di ragazzi in un riformatorio fuori Parigi. Già la location è fantastica, una villa neogotica circondata da un ampio parco che potrebbe rappresentare un'illusione di libertà contraddetta dal claustrofobico dormitorio, dove si consuma la prima, traumatica, violenza sessuale subita da un tenero ragazzo appena arrivato. Nel riformatorio la sottomissione e la tenerezza, la violenza e l'amore si intrecciano inestricabilmente. Questi bellissimi giovani fanno sesso, tanto sesso, con una naturalezza e una passione tale da farci dimenticare il loro essere pornoattori. Questa è una caratteristica importante del cinema di Cadinot. Non sembra importante la prestazione, ma il piacere. In questo film non troverete mai cum-shots forzati e attori che fanno sesso come pezzi di legno.
Naturalmente l'enfasi è tutta sul sesso. Perchè il cinema di Cadinot è sì pornografia d'autore, ma è pur sempre pornografia. La diversità sta tutta nell'atmosfera che riesce a creare. Les minets sauvages è un film molto eccitante, il sesso è grandioso e le scene hard si susseguono mostrandoci orge, stupri, sesso orale, anale, all'aperto e all'interno, fatto con tenerezza o con foga bestiale. Gli attori sono bellissimi, giovanissimi, un piacere per gli occhi vederli perdere i vestiti. Oltre a questo, Les minets sauvages ci dona un piacere estetico che difficilmente si trova nel porno. Il cinefilo si trova ad analizzare le inquadrature, ad apprezzare i chiaroscuri.
Guardate Les minets sauvages. Guardatelo se vi piace il porno e guardatelo se vi piace il buon cinema. Guardatelo se siete gay e guardatelo anche se siete etero. Vi basta solo allargare la mente. E non ragionare per cliché.